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Perché abbiamo scelto di raccogliere l’uva del nostro Vermentino di notte?
La vendemmia notturna è stata pensata per quelle varietà di uve a bacca bianca più sensibili alla luce, al calore e allo stress termico e con un importante corredo aromatico, come il Vermentino.
La vendemmia notturna sfrutta le differenze di temperatura tra il giorno e la notte per garantire la raccolta dell’uva nelle condizioni ambientali più favorevoli, preservandone le caratteristiche qualitative.


Uno dei principali vantaggi di questa pratica è rappresentato dalle temperature più basse durante la notte rispetto a quelle diurne. In Sardegna, specialmente nei periodi estivi, le escursioni termiche possono essere significative con picchi che raggiungono i 35°C di giorno e scendono fino a 15°C di notte.
Il clima notturno più fresco rende il lavoro dei vendemmiatori meno faticoso migliorando l’efficienza delle operazioni.


Il principale beneficio è legato alla salvaguardia delle proprietà aromatiche dell’uva.
La raccolta notturna consente di preservare al meglio gli aromi caratteristici del frutto.
Durante la notte, infatti, gli acini si contraggono, favorendo la concentrazione dei composti aromatici al loro interno, mentre le temperature elevate del giorno possono disperderli.


La buccia dell’uva, grazie all'abbassamento repentino delle temperature nelle ore notturne, diventa più flessibile e resistente. Questo significa che gli acini raccolti di notte risultano più integri, compatti e meno soggetti a danni durante il trasporto verso la cantina dove vengono immediatamente spremuti. In questo modo si riduce il rischio di fermentazioni indesiderate, ossidazioni o perdita degli aromi, salvaguardando la qualità del prodotto finale.

 

 

 

Il Cagnulari è un antico vitigno a bacca nera autoctono della Sardegna.

Questa varietà, come spesso accade, ha rischiato di scomparire, messa in ombra da vitigni più noti e commercialmente vantaggiosi, come il Cannonau e il Carignano.

La loro maggiore facilità di coltivazione e il prestigio internazionale li hanno resi preferibili a discapito del Cagnulari, che ha rischiato di essere dimenticato.

Fortunatamente, il mondo del vino è fatto di persone lungimiranti, pronte a scommettere su ciò che incarna realmente l’identità di un territorio, la sua storia e le sue tradizioni, anche a costo di affrontare grandi difficoltà.

È proprio su questa uva che i vignaioli sassaresi hanno puntato con determinazione, e i risultati ottenuti dimostrano che la loro scelta è stata vincente.
Il Cagnulari è un vitigno esigente, che richiede grande attenzione in vigna: la sua sensibilità alle condizioni climatiche – umidità, piogge abbondanti o temperature estreme sopra i 40 gradi – impone un lavoro meticoloso e costante.

Anche in cantina non concede margini di errore: basta poco per compromettere un’intera annata, rendendolo una sfida tanto impegnativa quanto affascinante.
Il vino ottenuto dal Cagnulari si distingue per il colore rosso rubino e i profumi intensi di frutti di bosco, arricchiti da note speziate e balsamiche.

Al palato risulta secco, leggermente tannico, ma sempre equilibrato e armonioso.

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